officina rebelde
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Ultimo aggiornamento: giovedì 26 gennaio 2012
Chi siamo
GLI AMORI AI TEMPI DEL CO.CO.CO.LERA

L’epidemia della precarietà, la sopravvivenza delle emozioni a dispetto di essa, una rubrica anomala, proposta dal gruppo più improvvisato dell’estrema sinistra, per raccogliere le esperienze che altrove non sono nulla: nè politica, nè letteratura. Sdolcinatamente No Global, consideriamo che abbiamo diritto al superfluo e ci avvaliamo dell’inesperienza dei nostri collaboratori per raccontarci, raccontarvi, nelle Vostre/Nostre emozioni precarie. Nonostante il colera, nonostante tutto.

Amori ai tempi del Co.co.co.lera

Iniziative

Officina Rebelde indice il concorso per corti cinematografici “Terra Mia, Terra di Tutti!”.

Al Corto vincitore verrà assegnata una borsa da 300, 00 Euro

Il concorso ha l’ obiettivo di fungere da cassa di risonanza e meccanismo di rappresentazione, scambio e di incontro per tutte quelle realtà e quei singoli che, in nome della collettività, dell’ambiente, delle classi povere della nostra società, si oppongono alle devastazioni del territorio.

Che esse siano di natura industriale, come i poli petrolchimici, militare, come le basi e le installazioni che le servono, cementizie, come l’abusivismo e le grandi opere, civili, come lo scempio delle discariche e lo scandalo dell’assenza di meccanismi di riciclo, come la privatizzazione della terra, dell‘aria, dell‘acqua e dei beni pubblici.

Il tema è quindi raccontare le ferite inferte dal neoliberismo all’ambiente ed alle popolazioni Italiane, coglierne i motivi, i meccanismi, le sofferenze, le resistenze.

Invia la tua opera entro il 14 Maggio 2011.

Visita il Blog e Leggi il Bando

Caffè e derivati

Per contribuire concretamente alla lotta dei ribelli Zapatisti abbiamo deciso di vendere il caffè che viene prodotto dalle loro cooperative contadine.

La confezione è da 250 gr e la vendiamo a tre euro al pacco, in caso di acquisto diretto, potrete trovarlo alle nostre iniziative, nei punti di distribuizione (dove il prezzo potrebbe però lievitare) oppure prenotarlo tramite la nostra casella mail.

Il nostro caffè, se ci sentiamo disobbedienti

Dossier sul Caffè Zapatista

CATANIA: APRE LO SPORTELLO DI AUTODIFESA PRECARIA

UN INIZIATIVA CONGIUNTA DEL FORUM ACQUA, DEL MOVIMENTO STUDENTESCO, DELLA RETE CATANESE 15 OTTOBRE, DI OFFICINA REBELDE CATANIA

Sportello di Autodifesa Precaria

Come militanti di Officina Rebelde Catania, del Movimento Studentesco Catanese e della Rete Catanese 15 Ottobre ed in collaborazione col Forum Ct Acqua Bene Comune abbiamo deciso di dare vita a questa nuova iniziativa, rivolta ai precari, che costituiscono, tra i giovani sotto i quarant’anni, la stragrande maggioranza della forza lavoratrice di questo paese. Attraverso un attività di sportello vogliamo dare il nostro supporto materiale a chi lavora da precario, ma anche a chi vive una condizione segnata dalla precarietà, non per forza lavorativa, ma esistenziale. Negli orari di apertura del servizio, sarà possibile ricevere consulenza dai nostri militanti e dai i nostri avvocati, per ottenere consigli su come costruire vertenze e mobilitazioni e su come, eventualmente,ottenere assistenza legale contro i propri datori di lavoro, i propri padroni di casa, gli ingiusti balzelli locali che colpiscono soprattutto chi non ha reddito…

Per adesso, sulla base delle nostre competenze, delle lotte che abbiamo portato avanti, dell’esperienza che abbiamo accumulata, abbiamo deciso di intervenire in particolare sui seguenti settori:

- Lavoro Precario: la legislazione Italiana sul lavoro è una vera selva ed è difficile orientarsi coi problemi posti dai diritti che sarebbero dovuti con chi lavora in situazioni border line come quelle dei contratti co.co.pro ed interinali o con chi lavora in nero;

- Locazione: anche in tale settore c’è il problema dei contratti in nero, con il rischio concreto per chi occupa una casa o un posto letto di vedersi sfrattato da un giorno all’altro;

-  Servizio Idrico: un bene pubblico, l’acqua, che si paga salato. Spesso i gestori addebitano sulla bolletta tariffe non dovute,approfittando della disinformazione del cittadino;

- Sostare: l’illegalità delle strisce blu, poste anche in zone dalle quali dovrebbero essere totalmente escluse.

VENITE A TROVARCI OGNI VENERDì, DALLE 16:30 ALLE 19:00, PRESSO LA SEDE DI OFFICINA REBELDE CATANIA, IN VIA COPPOLA N.6

PER INFO: officina.rebelde@yahoo.it


 

LE "SE NON ORA QUANDO": UNA FIACCOLATA IN MEMORIA DI STEFANIA

Da Catania l’appello: accendiamo migliaia di fiaccole per Stefania Noce e tutte le altre donne 26 gennaio auditorium Facoltà di Lettere e Filosofia di Catania Monastero dei Benedettini • piazza Dante ore 16,30 assemblea • ore 18,00 inizio fiaccolata - percorso: piazza Dante, via A. di Sangiuliano, via Etnea, piazza Università.

Tutti i comitati snoq sul territorio nazionale sono invitati ad accendere una, cento, mille fiaccole contemporaneamente alla fiaccolata che si terrà a Catania per dare quanta più visibilità all’iniziativa. Le donne del gruppo Le Voltapagina e Snoq Catania propongono un’iniziativa per ricordare l’assurda morte di Stefania Noce e di tutte le altre donne vittime della violenza maschile. Non possiamo accettare che queste violenze siano dimenticate e relegate tra gli effetti della ‘follia umana’. Abbiamo pensato ad una assemblea aperta da tenere presso la facoltà di Lettere di Catania, seguita da una fiaccolata per le vie San Giuliano, via Etnea fino a p.zza Università. Chiediamo la partecipazione di tutti i gruppi e le organizzazioni attive nel nostro territorio affinché la morte di Stefania non venga relegata tre le colonne di cronaca nera di quotidiani incapaci anche loro di riconoscere che la violenza sulle donne e il sessismo sono una questione sociale e politica e come tale deve essere affrontata e discussa.


 

12 Maggio WorldrEvolution

Note sull’incontro internazionale del 12/5/2012

IL MOVIMENTO OCCUPY WALL STREET LANCIA UNA NUOVA DATA INTERNAZIONALE DI MOBILITAZIONE: TRADUCIAMO E DIFFONDIAMO IL REPORT DELLE ASSEMBLEE DI INDIZIONE

Il movimento internazionale cominciato con la "Primavera Araba", continuato in Spagna e diffusosi in tutto il mondo che reclamava la democrazia e la giustizia sociale, è stato un successo. Il 15/10/2011 si è configurato come la pietra miliare del movimento internazionale, ma in questo momento, con l’Europa al collasso a causa della guida capitalistica, la lotta sociale negli Stati Uniti ed in altri Paesi e la ripresa degli scontri sociali in Egitto, abbiamo bisogno di compiere un passo avanti. Non basta dire che noi siamo ancora qui, ma dobbiamo pretendere realmente di cambiare il mondo. Dobbiamo dimostrare di conoscere il nostro nemico, così da puntare i nostri obiettivi ed andare avanti per centrarli. E questi obiettivi potrebbero essere raggiungibili a fatica. Abbiamo bisogno di un’altra GIORNATA MONDIALE D’AZIONE. E come in Spagna la II giornata mondiale d’azione ha una richiesta concreta (No all’Euro Patto!), dopo quella generica della prima giornata (Uniti per un cambiamento globale), così anche noi dobbiamo scegliere una concreta rivendicazione che ben si accordi con le necessità esposte prima: dritti al nocciolo della questione, andare contro i nemici della giustizia e della democrazia sociale ed economica.

Per preparare una giornata globale d’azione ci vuole tempo, sforzi, coordinazione ed iniziative preventive che promuovano quella data ultima.

... Si tratta di una richiesta d’azione il 12/05 (12M) che invita tutti i movimenti sociali alla partecipazione, non come detentori della protesta, né come organizzatori principali. La nostra missione dovrebbe essere quella di divulgare questa data, configurandola come la giornata del risveglio mondiale. Il nostro gruppo può organizzare tutte le azioni e supportare ogni altra protesta di gruppi diversi di attivisti che condividono i nostri obiettivi, così come noi siamo un gruppo tra tanti.

Nell’interesse di massimizzare le adesioni e per valicare veramente i confini, dovremmo sforzarci di far arrivare il messaggio che si tratta di un giorno di lotta per tutte le cause e non per una sola. Questo giorno dovrebbe essere atto a riunire il popolo per la giustizia sociale, ambientale, per il commercio equo e solidale, etc. per mostrare come veramente le problematiche con cui noi ci rapportiamo oggi siano interconnesse tra loro.

Fonte OCCUPY WALL STREET


 

Nessuna donna può essere proprietà oppure ostaggio di un uomo, di uno Stato, nè, tantomento, di una religione

CIAO, STEFANIA, VOGLIAMO RICORDARTI COSì: CON LE TUE PAROLE, CON LE TUE LOTTE

"Queste righe sono per quelle donne che non hanno ancora smesso di lottare. Per chi crede che c’è ancora altro da cambiare, che le conquiste non siano ancora sufficienti, ma le dedico soprattutto a chi NON ci crede. A quelle che si sono arrese e a quelle convinte di potersi accontentare.

A coloro i quali pensano ancora che il "femminismo" sia l’estremo opposto del "maschilismo":

non risulta da nessuna parte che quest’ultimo sia mai stato un movimento culturale, nè, tantomeno, una forma di emancipazione! Cominciando con le battaglie inglesi delle suffragette del primo Novecento e passando per gli anni ’60 e ’70, epoca dei "femminismi", abbiamo conquistato con le unghie e con i denti molti diritti civili che ci hanno permesso di passare da una condizionedi eterne "minorenni" sotto "tutela" a una forma di autodeterminazione sempre più definita. Abbiamo ottenuto di votare e, solo molto dopo, di avere alcune rappresentanze nelle cariche governative; siamo state tutelate dapprima come "lavoratrici madri" e, solo dopo, riconosciute come cittadini. E mentre gli altri parlavano di diritto alla vita, di "lavori morali" e di dentalità, abbiamo invocato il diritto a decidere della nostra sessualità dei nostri corpi.

Abbiamo denunciato qualsiasi forma di "patriarcato", le sue leggi, le sue immagini. Pensavamo di aver finito. Ma non è finita qui.

Abbiamo grandi debiti con le donne che ci hanno preceduto.

Il corpo delle donne, ad esempio, in quanto materno, è ancora alieni iuris per tutte le questioni cosiddette bioetiche (vedi ultimo referendum), che vorrebbero normarlo sulla base di una pretesa fondata sulla contrapposizione tra creatrice e creatura, come se fosse possibile garantire un ordine sensato alla generazione umana prescindendo dal desiderio materno. Di questa mostruosità giuridica sono poi antecedenti arcaici la trasmissione obbligatoria del cognome paterno, la perdurante violabilità del corpo femminile nell’immaginario e nella pratica sociale di molti uomini e, infine, quella cosa apparentemente ineffabile che è la lingua con cui parliamo, quel tradimento linguistico che ogni donna registra tutte le volte che cento donne e un ragazzo sono, per esempio, andati al mare. Tutto, molto spesso, inizia nell’educazione giovanile in cui è facile rilevare la disuguaglianza tra bambino e bambina: diversi i giochi, la partecipazione ai lavori casalinghi, le ore permesse fuori casa. Tutto viene fatto per condizionare le ragazze all’interno e i ragazzi all’esterno.

Pensiamo poi ai problemi sul lavoro e, dunque, ai datori che temono le assenze, i congedi per maternità, le malattie di figli e congiunti vari, cosicchè le donne spesso scelgono un impiego a tempo parziale, penalizzando la propria carriera.

Un altro problema, spesso dimenticato, è quello delle violenze (specie in famiglia). Malgrado i risultati ottenuti, ancora nel 2005, una donna violentata "avrà avuto le sue colpe", "se l’è cercata" oppure non può appellarsi a nessun diritto perchè legata da vincolo matrimoniale al suo carnefice. Inoltre, la società fa passare pubblicità sessiste o che incitano allo stupro; pornografie e immagini che banalizzano le violenze alle donne.

Per non parlare di quanto il patriarcato resti ancora profondamente radicato nella sfera pubblica, nella forma stessa dello Stato.

Uno Stato si racconta attraverso le sue leggi, attraverso i suoi luoghi simbolici e di potere. Il nostro Stato racconta quasi di soli uomini e non racconta dunque la verità. Da nessuna parte viene nominata la presenza femminile come necessaria e questo, probabilmente, è l’effetto di una falsa buona idea: le donne e gli uomini sono uguali, per cui è perfettamente indifferente che a governare sia un uomo o una donna. Ecco il perchè di un’eclatante assenza delle donne nei luoghi di potere.

Ci siamo fatte imbrogliare ancora. Ma può un paese di libere donne e uomini liberi essere governato e giudicato da soli uomini? La risposta è NO.

Donne e uomini sono diversi per biologia, per storia e per esperienza.

Dobbiamo, quindi, trovare il modo di pensare a un’uguaglianza carica delle differenze dei corpi, delle culture, ma che uguaglianza sia, tenendo presente l’orizzonte dei diritti universali e valorizzandone l’altra faccia. Ricordando, ad esempio, che la famiglia non ha alcuna forza endogena e che è retta dal desiderio femminile, dal grande sforzo delle donne di organizzarla e mantenerla in vita attraverso una rete di relazioni parentali, mercenarie, amicali ancora quasi del tutto femminili; ricordando che l’autodeterminazione della sessualità e della maternità sono OVUNQUE le UNICHE vie idonee alla tutela delle relazioni familiari di fatto o di diritto che siano; ricordando che le donne sono ovviamente persone di sesso femminile prima ancora di essere mogli, madri, sorelle e quindi, che nessuna donna può essere proprietà oppure ostaggio di un uomo, di uno Stato, nè, tantomento, di una religione."

Sen (Stefania Noce)


 

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Aderisci a Officina Rebelde:

Chiunque si riconosca in tutto o in parte con quanto abbiamo assunto come statuto, con le nostre pratiche politiche, con le nostre iniziative, con la nostra esigenza di creare contributi e spunti nuovi per una rivoluzione sociale è un potenziale militante di OR. Ovunque vi troviate potete aderire, inviando una mail all’indirizzo officina.rebelde@yahoo.it , vi sarà comunicato il vostro numero di tesseramento, sarete iscritti alla mailing-list, sarete convocati via mail per le riunioni e comunque potrete discutere le iniziative comuni a mezzo forum.

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Ovunque vi siano almeno due persone critiche verso la mercificazione intensiva del capitale globale che trasforma qualsiasi prodotto umano in merce di scambio e che stravolge in chiave reazionaria gli assetti politici delle nostre società, lì c’è un potenziale circolo di OR. Una città, una fabbrica, una scuola, una chat, un sottoscala, la piscina comunale: tutti i luoghi reali e virtuali sono buoni per aggregare diversamente, per costruire campagne politiche e di controinformazione; inviateci le vostre richieste di affiliazione, costruite circoli e nuclei di OR, organizzate la resistenza al neo-liberismo, alla guerra, al patriarcato.

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Officina Rebelde è un’associazione culturale che si pone come obiettivo l’analisi delle contraddizioni del sistema capitalista e delle "resistenze" ad esso sviluppate in qualsiasi forma o parte del mondo.

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