Officina Rebelde è un’associazione culturale che si pone come obiettivo l’analisi delle contraddizioni del sistema capitalista e delle "resistenze" ad esso sviluppate in qualsiasi forma o parte del mondo.
F.L.P. Via S. Orsola 30 Catania
Aderisci a Officina Rebelde:
Chiunque si riconosca in tutto o in parte con quanto abbiamo assunto come statuto, con le nostre pratiche politiche, con le nostre iniziative, con la nostra esigenza di creare contributi e spunti nuovi per una rivoluzione sociale è un potenziale militante di OR. Ovunque vi troviate potete aderire, inviando una mail all’indirizzo officina.rebelde@yahoo.it , vi sarà comunicato il vostro numero di tesseramento, sarete iscritti alla mailing-list, sarete convocati via mail per le riunioni e comunque potrete discutere le iniziative comuni a mezzo forum.
Costruisci Officina Rebelde:
Ovunque vi siano almeno due persone critiche verso la mercificazione intensiva del capitale globale che trasforma qualsiasi prodotto umano in merce di scambio e che stravolge in chiave reazionaria gli assetti politici delle nostre società, lì c’è un potenziale circolo di OR. Una città, una fabbrica, una scuola, una chat, un sottoscala, la piscina comunale: tutti i luoghi reali e virtuali sono buoni per aggregare diversamente, per costruire campagne politiche e di controinformazione; inviateci le vostre richieste di affiliazione, costruite circoli e nuclei di OR, organizzate la resistenza al neo-liberismo, alla guerra, al patriarcato.
Questo sito non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 7.03.2001.
Undici licenziamenti alla facoltà di Lingue dell’università di Catania si aggiungono ai diciotto di Lettere. Si è scelta una via meno traumatica, concedendo il prolungamento dei contratti ma a stipendio dimezzato. I lavoratori precari continueranno a lavorare fino a dicembre portando a casa solo 450 euro al mese La Facoltà di Lettere ha già provveduto a non rinnovare i contratti del 55% del personale precario: 18 lavoratori su 33 alla data del 31 dicembre 2009. Ne rimangono attualmente soltanto quindici, ai quali è stata concessa una proroga temporanea del contratto “a progetto” in attesa dell’espletamento dei bandi per contratti di lavoro a tempo determinato (stesso numero di unità: quindici). Gli altri diciotto sono a casa. Una decisione netta, senza nessun ammortizzatore per attutire la scossa della perdita del lavoro, che ha provocato una coda di proteste.
Adesso tocca a Lingue. Nell’altra delle due facoltà che condividono l’ex Monastero dei Benedettini il taglio di unità sfiorerà il 70%. A fronte degli attuali 16 lavoratori, il budget della facoltà potrà sostenere soltanto 5 contratti a tempo determinato e ad orario parziale (24 ore settimanali). Saranno perciò ben undici i ’licenziati’, con un drastico taglio delle capacità operative della facoltà per garantire i servizi essenziali, a partire dalla stessa apertura delle aule di studio, ma comprendendo anche i servizi di informazione e orientamento sulla didattica e il funzionamento del sito web.
Considerandole insieme - poiché devono gestire spazi e molte funzioni comuni - il personale disponibile era in precedenza di 16 per Lingue e 33 per Lettere, mentre il nuovo regime, provocato dal congelamento dei budget delle facoltà, porterà a 5 unità di personale a tempo determinato per Lingue e 15 unità per Lettere. Si passerà cioè da quarantanove a soli venti dipendenti (non a tempo pieno). Si tratta dunque di ventinove licenziamenti, salvo il recupero di uno dei collaboratori laureati per le esigenze dei contratti di scambio Erasmus, da mantenersi “a progetto” e con orario particolarmente ridotto.
Se ne è discusso nella seduta del consiglio di facoltà dell’1 febbraio. La facoltà è parsa orientata ad accogliere la proposta, condivisa dai lavoratori, di prorogare tutti i contratti a scadenza 31 marzo fino al 31 dicembre 2010. Si concederà così qualche mese in più ai licenziati per cercare delle alternative. Ma “l’ammortizzatore sociale” lo pagheranno gli stessi precari. Dall’inizio di aprile lavoreranno infatti a metà stipendio: 450 euro al mese. Una soluzione condivisa e meno traumatica; ma molto triste.
Per altro, i pochi “eletti” tra gli attuali precari di Lingue che dovessero riuscire ad aggiudicarsi i cinque posti triennali a tempo determinato guadagneranno meno di prima: il loro stipendio mensile sarà infatti di circa 750 euro. Parlare di “generazione 1000 euro” è diventata una forma di irrisione e cosa succederà sul piano del funzionamento della didattica non è possibile prevederlo. Fonte
Vi ricordiamo che domani mattina 8 febbraio alle ore 11.00 abbiamo indetto una conferenza stampa davanti al portone del Centro Popolare per presentare il nostro lavoro di inchiesta e denuncia sul degrado del quartiere e della città, per presentare il nostro documento che distribuiremo ai consiglieri comunale in occasione del Consiglio Comunale straordinario di martedì 9 febbraio e, infine per denunciare l’apertura di tre procedimenti giudiziali che vedono 13 indiziati tra militanti del Centro Popolare e di altri sostenitori in merito ad alcune iniziative che si sono svolte in questi ultimi mesi.
Alle ore 20.30 saremo al Nievski per proporre una cena di autofinaziamento e di sostegno alle nostre iniziative che nonostante lo sgombero continuiamo a mantenere vive. La cena si avvale del contributo culinario di molti sostenitori del Centro Experia. Chi vuole contribuire può farlo portando qualcosa.
Martedì 9 febbraio saremo al Comune di Catania in occasione del Consiglio Comunale straordinario da noi sollecitato sulle probelmatiche del quartiere antico corso alla luce dello sgombero del Centro Popolare.
Sosteniamo e rilanciamo la nostra lotta. CATANIA SPERA SE EXPERIA RESISTE!
Centro Popolare Experia 7 febbraio 2010
http://www.facebook.com/pages/Centro-Popolare-Experia-Catania/168810112511#!/event.php?eid=468111735531&ref=mf

