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Ultimo aggiornamento: lunedì 24 luglio 2017
Chi siamo
GLI AMORI AI TEMPI DEL CO.CO.CO.LERA

L’epidemia della precarietà, la sopravvivenza delle emozioni a dispetto di essa, una rubrica anomala, proposta dal gruppo più improvvisato dell’estrema sinistra, per raccogliere le esperienze che altrove non sono nulla: nè politica, nè letteratura. Sdolcinatamente No Global, consideriamo che abbiamo diritto al superfluo e ci avvaliamo dell’inesperienza dei nostri collaboratori per raccontarci, raccontarvi, nelle Vostre/Nostre emozioni precarie.
Nonostante il colera, nonostante tutto.

Amori ai tempi del Co.co.co.lera

Iniziative

CATANIA: APRE LO SPORTELLO DI AUTODIFESA PRECARIA
UN INIZIATIVA CONGIUNTA DEL FORUM ACQUA, DEL MOVIMENTO STUDENTESCO, DELLA RETE CATANESE 15 OTTOBRE, DI OFFICINA REBELDE CATANIA

Lavoro Precario: la legislazione Italiana sul lavoro è una vera selva ed è difficile orientarsi coi problemi posti dai diritti che sarebbero dovuti con chi lavora in situazioni border line come quelle dei contratti co.co.pro ed interinali o con chi lavora in nero;

Locazione: anche in tale settore c’è il problema dei contratti in nero, con il rischio concreto per chi occupa una casa o un posto letto di vedersi sfrattato da un giorno all’altro;

Servizio Idrico: un bene pubblico, l’acqua, che si paga salato. Spesso i gestori addebitano sulla bolletta tariffe non dovute, approfittando della disinformazione del cittadino;

Sostare: l’illegalità delle strisce blu, poste anche in zone dalle quali dovrebbero essere totalmente escluse.

VENITE A TROVARCI OGNI VENERDì, DALLE 17:00 ALLE 19:00, PRESSO LA SEDE DI OFFICINA REBELDE CATANIA, IN VIA COPPOLA N.6

PER INFO: officina.rebelde@yahoo.it

Qui il link all’articolo completo

Caffè e derivati

Per contribuire concretamente alla lotta dei ribelli Zapatisti abbiamo deciso di vendere il caffè che viene prodotto dalle loro cooperative contadine.

La confezione è da 250 gr e la vendiamo a tre euro al pacco, in caso di acquisto diretto, potrete trovarlo alle nostre iniziative, nei punti di distribuizione (dove il prezzo potrebbe però lievitare) oppure prenotarlo tramite la nostra casella mail.

Il nostro caffè, se ci sentiamo disobbedienti

Dossier sul Caffè Zapatista

Home > Home Page > Colonna Centrale > APPROVATO IL DECRETO MINNITI SULL’IMMIGRAZIONE

mercoledì 12 aprile 2017


APPROVATO IL DECRETO MINNITI SULL’IMMIGRAZIONE

PROTESTE A CATANIA E PALERMO. LA SICILIA ANTIRAZZISTA ED ANTIFASCISTA NON CI STA.

E’ notizia delle ultime ore che il decreto minniti sull’immigrazione ( conversione in legge decreto 17/2/2017 n° 13, recante disposizioni urgenti per l’accelerazione dei procedimenti in materia di protezione internazionale, nonché per il contrasto dell’immigrazione illegale) è stato definitivamente approvato alla Camera dei deputati, approvate pure le norme sul cosiddetto "Daspo Urbano". In uno scenario nazionale nel quale nessuno pare in grado di agire contro questi provvedimenti, che aprono inquietanti scenari fascisti, i compagni siciliani, nell’ambito della mobilitazione contro il maledetto G7 di Taormina hanno comunque deciso di scendere in piazza immediatamente.

Riportiamo il testo dell’evento, tratto dalla pagina "Contro il G7 di Messina"

Sicily riot: contro razzismo e logiche securitarie dei decreti Minniti/Orlando

Come movimenti antirazzisti ed anticapitalisti siciliani, in marcia ed in lotta contro il G7 di Taormina pensiamo sia immediatamente necessario rilanciare la mobilitazione contro i provvedimenti razzisti e fascisti del Governo Gentiloni in tema di cosiddetta sicurezza prima che si chiuda la discussione parlamentare su di essi

I nuovi decreti dei Ministri dell’Interno Marco Minniti e della Giustizia Andrea Orlando rappresentano l’ennesimo attacco alle libertà politiche e civili in questo paese, sono l’ultima fase di un processo di trasformazione della società in chiave securitaria. La novità più rilevante riguarda la sicurezza interna: aumentano i poteri del Sindaco e del Questore che potranno, a discrezione, prevedere sanzioni amministrative e penali, compreso l’allontanamento di individui ritenuti socialmente “pericolosi”, “antisociali” dalla propria città se considerati una minaccia per il “decoro “cittadino”.

Ma chi sono questi pericolosi individui?

In realtà basta davvero poco per essere “indecorosi”: migranti, senza tetto che dormono per strada, chi occupa le case, venditori abusivi, writers, ragazze di strada (migranti schiavizzate), ma anche chi disturba la quiete notturna con “musica o schiamazzi “ e ovviamente i noti manifestanti che con proteste e azioni dirette infastidiscono chi governa. Per i migranti va anche peggio. Per accelerare le procedure di identificazione, chi ottiene risposta negativa alla richiesta di asilo, d’ora in poi, non potrà appellarsi contro le sentenze del giudice, se non ricorrendo solo in Cassazione. Le richieste d’asilo verranno esaminate in pochi minuti, tramite video-registrazione l’interprete sarà tenuto a verificare la correttezza della trascrizione solo dopo la conclusione del colloquio, si istituiscono sezioni speciali nei tribunali dedite solo ai provvedimenti di espulsione e allontanamento dei cittadini stranieri, si moltiplicheranno in tutte le regioni nuove galere etniche (oltre Hotspot, Cara e Cas) i Centri di Permanenza per il Rimpatrio (ex CIE).

Questi decreti creano efficaci dispositivi di controllo sociale e rappresentano un attacco diretto al disagio sociale e alla povertà, di fatto criminalizzate. Assistiamo all’applicazione del modello hotspot alle città, in cui donne e uomini, lavoratori, studenti, migranti, disoccupati e antagonisti sono le nuove cavie da laboratorio.

Non possiamo assistere in silenzio alla lenta trasformazione del nostro paese in una galera a cielo aperto, in cui movimenti e pensieri vengono contrallati e repressi.

Sulle libertà non si tratta e casa nostra non è un carcere.

Invitiamo tutte e tutti a mobilitarsi in ogni parte della Sicilia e dell’Italia

PROSSIME MOBILITAZIONI IN SICILIA CONTRO I DECRETI MINNITI:

A CATANIA:

VENERDì 14 APRILE, ALLE ORE 17:00, PRESIDIO CITTADINO IN PREFETTURA

https://www.facebook.com/events/262314870844610/


A CATANIA, ACICASTELLO, IL 20 APRILE, ALLE ORE 18:00:

▶ CONTESTAZIONE POPOLARE AL COMIZIO DI MATTEO SALVINI◀
▸▸ (concentramento piazza Micale, via Dietro le Mura) ◂◂

https://www.facebook.com/events/431322973882354/


A PALERMO:

GIOVEDì 20 APRILE, ALLE ORE 16:00, CORTEO
CONCENTRAMENTO A PIAZZA BELLINI

https://www.facebook.com/events/1875178662723176/

QUI I TESTO DI UN ARTICOLO USCITO SU INTERNAZIONALE:

Il decreto Minniti-Orlando sull’immigrazione è legge
Annalisa Camilli, giornalista di Internazionale

Il 12 aprile la camera ha approvato il decreto Minniti-Orlando sull’immigrazione con 240 voti a favore, 176 voti contrari e 12 astenuti. Il governo di Paolo Gentiloni ha blindato il decreto ponendo la mozione di fiducia, che è stata approvata con larga maggioranza l’11 aprile. Il decreto, presentato dall’esecutivo lo scorso febbraio, era già stato approvato dal senato, sempre con un voto di fiducia, il 29 marzo. Il termine per trasformare il decreto in legge sarebbe scaduto la prossima settimana, ma con la fiducia le opposizioni non sono potute intervenire sul testo della legge né proporre emendamenti e questo ha accelerato l’approvazione della misura.

Cosa prevede la legge
Il decreto porta il nome del ministro dell’interno Marco Minniti e del ministro della giustizia Andrea Orlando e contiene “Disposizioni urgenti per l’accelerazione dei procedimenti in materia di protezione internazionale, nonché misure per il contrasto dell’immigrazione illegale”. Secondo le dichiarazioni degli stessi ministri, il decreto nasce dall’esigenza del governo di accelerare le procedure per l’esame dei ricorsi sulle domande d’asilo, che nell’ultimo anno sono aumentati e hanno intasato i tribunali. Dall’altra parte il governo vuole aumentare il tasso delle espulsioni di migranti irregolari.

I punti principali del decreto sono quattro: l’abolizione del secondo grado di giudizio per i richiedenti asilo che hanno fatto ricorso contro un diniego, l’abolizione dell’udienza, l’estensione della rete dei centri di detenzione per i migranti irregolari e l’introduzione del lavoro volontario per i migranti. Nel primo grado di giudizio l’attuale “rito sommario di cognizione” sarà sostituito con un rito camerale senza udienza, nel quale il giudice prenderà visione della videoregistrazione del colloquio del richiedente asilo davanti alla commissione territoriale. Senza contraddittorio e senza che il giudice possa rivolgere domande al richiedente asilo che ha presentato il ricorso.

Il piano prevede inoltre un allargamento della rete dei centri per il rimpatrio, gli attuali Cie si chiameranno Cpr (Centri permanenti per il rimpatrio). Si passerà da quattro a venti centri, uno in ogni regione, per un totale di 1.600 posti. Di fronte alle preoccupazioni espresse da numerose organizzazioni impegnate per la difesa dei diritti umani, il ministro dell’interno Minniti ha assicurato che i nuovi centri saranno piccoli, con una capienza di cento persone al massimo, sorgeranno lontano dalle città e vicino agli aeroporti e soprattutto saranno “tutt’altra cosa rispetto ai Cie”.

Le critiche delle associazioni
L’11 aprile mentre l’aula di Montecitorio dava la fiducia al governo, numerose associazioni e partiti hanno formato un presidio davanti al parlamento per contestare la nuova legge. Arci, Acli, Fondazione Migrantes, Baobab, Asgi, Medici senza frontiere, Cgil, A buon diritto, Radicali italiani, Sinistra italiana tra i promotori del sit-in contro la nuova legge. “Noi abbiamo già un’esperienza dei Cie e abbiamo visto che ogni volta che ne è stata estesa la capienza si sono moltiplicate le violazioni dei diritti umani”, afferma Patrizio Gonnella presidente dell’Associazione Antigone, tra gli organizzatori della protesta. “Possibile che non riusciamo a immaginare nessun altro metodo per le persone che sono in attesa di un’espulsione?”, chiede Gonnella. “Se il problema è aumentare i rimpatri, non potremmo pensare di estendere i programmi di rimpatrio volontario? Se invece questi centri servono a recludere i presunti terroristi in attesa di espulsione e allora stiamo sbagliando perché per i presunti terroristi ci sono le carceri”.

Dello stesso parere Valentina Brinis dell’associazione A buon diritto che definisce il decreto Minniti “un balzo indietro di dieci anni”. Le associazioni per la tutela dei diritti umani denunciano da anni l’inefficacia e la disumanità dei centri di detenzione per i migranti irregolari che sono “i peggiori centri che abbiamo in Italia”, afferma Brinis. “Questi posti li visitiamo settimanalmente e vediamo quali sono le condizioni delle persone lì dentro: non possono portare nemmeno un libro, una penna, prendono psicofarmaci perché non riescono a dormire”.

“Si ripropongono vecchie soluzioni securitarie, che già sappiamo non funzioneranno invece di mettere mano a una pessima legge sull’immigrazione: la legge Bossi-Fini”, afferma Riccardo Magi dei Radicali italiani, che insieme ad altre associazioni e gruppi impegnati nell’assistenza di migranti come il Centro Astalli, l’Arci, l’Asgi il 12 aprile ha lanciato una raccolta firme per una legge di iniziativa popolare che porti a una riforma del Testo unico sull’immigrazione. “Per rispondere alla richiesta di sicurezza che viene dai cittadini bisogna creare dei canali legali per l’immigrazione nel nostro paese, la possibilità di ottenere un visto per lavoro, o la regolarizzazione delle persone che già lavorano in Italia”, conclude Magi. Per Grazia Naletto di Lunaria “il problema è l’idea alla base del decreto: la correlazione tra immigrazione e sicurezza”. È un approccio che presta il fianco a “una strumentalizzazione razzista e xenofoba dell’immigrazione”, dice Naletto.

A criticare il decreto anche un gruppo di operatori sociali che si è riunito a Roma l’8 aprile per fondare la Rete degli operatori sociali contro i decreti Minniti-Orlando. Secondo gli operatori la nuova legge costringe chi lavora nelle strutture di assistenza a comportarsi come un pubblico ufficiale, minando il rapporto di fiducia con le persone assistite. “Dove si identifica l’operatore sociale con la figura del pubblico ufficiale che deve sovraintendere alla richiesta d’asilo si fa un passo molto grave e rischioso”, spiega Naletto che conferma la volontà degli operatori di fare rete e organizzare delle azioni di protesta coordinate contro le nuove disposizioni.

Le accuse di incostituzionalità
Molti giuristi hanno sostenuto che il decreto Minniti-Orando non è in linea con la costituzione italiana e con la Convenzione europea sui diritti dell’uomo. In particolare violerebbe l’articolo 111 della costituzione (il diritto a un giusto processo), l’articolo 24 (il diritto di difesa), e l’articolo 6 della Convenzione europea sui diritti umani (diritto al contraddittorio). I punti più contestati sono l’abolizione del secondo grado di giudizio per i richiedenti asilo e la cancellazione dell’udienza. L’Associazione studi giuridici sull’immigrazione ha criticato, inoltre, il ricorso stesso allo strumento del decreto legge: “Una misura che si applica solo in condizioni di urgenza” e che però in questo caso verrà applicata “sui processi in vigore tra 180 giorni”.

Gianfranco Schiavone, vicepresidente dell’Asgi e presidente del Consorzio italiano di solidarietà-Ufficio rifugiati onlus, di Trieste, spiega che la proposta più grave è quella di annullare l’udienza, cioè la possibilità del giudice di primo grado di ascoltare di persona il richiedente asilo. “Questa proposta è in contrasto con quello che è previsto dal nostro ordinamento per quando riguarda il ruolo del giudice nell’accertare la violazione di un diritto soggettivo”. Secondo Schiavone, la proposta collide anche con la direttiva europea sulle procedure (art. 46, 32/2013). “Assicurare un ricorso effettivo ex nunc comporta che il giudice debba ascoltare il richiedente asilo, fargli delle domande e andarsi ad ascoltare le fonti: cioè esaminare tutti gli elementi di fatto e di diritto, non solo una videoregistrazione”, spiega Schiavone.

Anche l’Associazione nazionale magistrati (Anm) ha espresso “un fermo e allarmato dissenso” rispetto alla nuova legge perché produce “l’effetto di una tendenziale esclusione del contatto diretto tra il ricorrente e il giudice nell’intero arco del giudizio di impugnazione delle decisioni adottate dalle Commissioni territoriali in materia di riconoscimento della protezione internazionale”. Preoccupazione condivisa anche dal presidente della cassazione Giovanni Canzio che ha detto: “Pretendere la semplificazione e razionalizzazione delle procedure non può significare soppressione delle garanzie. In alcuni casi non c’è neppure il contraddittorio come si può pensare allora al ruolo di terzietà del giudice?”.

Su questi punti è intervenuto lo stesso ministro della giustizia Andrea Orlando dicendo: “Voglio rassicurare sul fatto che il giudice di primo grado sarà tenuto a fissare l’udienza quando valuterà la necessità di sentire personalmente il richiedente asilo, quando riterrà indispensabile che le parti diano chiarimenti. Il richiedente asilo potrà inoltre chiedere al giudice di essere sentito, e spetterà a quest’ultimo valutare se l’ascolto diretto sarà o meno necessario”. Tuttavia questo aspetto, secondo gli analisti, accentua la discrezionalità con cui si potrà godere di un diritto.

FONTE: http://www.internazionale.it/notizie/annalisa-camilli/2017/04/12/decreto-minniti-orlando-legge

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