officina rebelde
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Ultimo aggiornamento: domenica 24 giugno 2018
Chi siamo
GLI AMORI AI TEMPI DEL CO.CO.CO.LERA

L’epidemia della precarietà, la sopravvivenza delle emozioni a dispetto di essa, una rubrica anomala, proposta dal gruppo più improvvisato dell’estrema sinistra, per raccogliere le esperienze che altrove non sono nulla: nè politica, nè letteratura. Sdolcinatamente No Global, consideriamo che abbiamo diritto al superfluo e ci avvaliamo dell’inesperienza dei nostri collaboratori per raccontarci, raccontarvi, nelle Vostre/Nostre emozioni precarie.
Nonostante il colera, nonostante tutto.

Amori ai tempi del Co.co.co.lera

Iniziative

CATANIA: APRE LO SPORTELLO DI AUTODIFESA PRECARIA
UN INIZIATIVA CONGIUNTA DEL FORUM ACQUA, DEL MOVIMENTO STUDENTESCO, DELLA RETE CATANESE 15 OTTOBRE, DI OFFICINA REBELDE CATANIA

Lavoro Precario: la legislazione Italiana sul lavoro è una vera selva ed è difficile orientarsi coi problemi posti dai diritti che sarebbero dovuti con chi lavora in situazioni border line come quelle dei contratti co.co.pro ed interinali o con chi lavora in nero;

Locazione: anche in tale settore c’è il problema dei contratti in nero, con il rischio concreto per chi occupa una casa o un posto letto di vedersi sfrattato da un giorno all’altro;

Servizio Idrico: un bene pubblico, l’acqua, che si paga salato. Spesso i gestori addebitano sulla bolletta tariffe non dovute, approfittando della disinformazione del cittadino;

Sostare: l’illegalità delle strisce blu, poste anche in zone dalle quali dovrebbero essere totalmente escluse.

VENITE A TROVARCI OGNI VENERDì, DALLE 17:00 ALLE 19:00, PRESSO LA SEDE DI OFFICINA REBELDE CATANIA, IN VIA COPPOLA N.6

PER INFO: officina.rebelde@yahoo.it

Qui il link all’articolo completo

Caffè e derivati

Per contribuire concretamente alla lotta dei ribelli Zapatisti abbiamo deciso di vendere il caffè che viene prodotto dalle loro cooperative contadine.

La confezione è da 250 gr e la vendiamo a tre euro al pacco, in caso di acquisto diretto, potrete trovarlo alle nostre iniziative, nei punti di distribuizione (dove il prezzo potrebbe però lievitare) oppure prenotarlo tramite la nostra casella mail.

Il nostro caffè, se ci sentiamo disobbedienti

Dossier sul Caffè Zapatista

Home > Home Page > Colonna Centrale > INTERVISTA AD UNA LAVORATRICE DELLA PUBBLISERVIZI

domenica 24 giugno 2018


INTERVISTA AD UNA LAVORATRICE DELLA PUBBLISERVIZI

CHE FINE FANNO I DIRITTI DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI SE LA POLITICA METTE IN CRISI UNA AZIENDA? LO SCANDALO DELLA PUBBLISERVIZI VISTO ATTRAVERSO GLI OCCHI DI UNA DIPENDENTE

Come Sportello di Autodifesa Precaria, abbiamo intervistato Anna, lavoratrice della Pubbliservizi S.p.A. La Pubbliservizi è una società partecipata della Città Metropolitana di Catania con più di trecento dipendenti e che offre servizi integrati con lo scopo di ottimizzare l’erogazione delle prestazioni dell’Ente provinciale. In particolare si occupa di gestione integrata del patrimonio immobiliare, manutenzione di strade, segnaletica, impianti di illuminazione, pulizia degli immobili, facchinaggio, aree a verde, custodia non armata, accoglienza, reception ed altre funzioni ancora. L’Azienda è entrata in una grave crisi anche a causa di alcuni scandali e di alcune inchieste penali che ne hanno coinvolto i vertici, come quella apertasi nel 2016 e denominata “Cerchio Magico” e con la quale la magistratura ha iniziato ad indagare su gravi distorsioni dell’attività dell’azienda e reati come il peculato e l’abuso d’ufficio

Con Anna ci incontriamo in un bar accanto al Centro Sociale Officina Rebelde, dove lavoriamo come sportello, di fronte ad un succo di frutta e ad una birra, e le poniamo una serie di domande per capire meglio la condizione dell’azienda e delle lavoratrici e dei lavoratori:

Anna, ci puoi descrivere la situazione nella quale si trovano i lavoratori e le lavoratrici della pubbliservizi?

In questo momento il contratto di appalto per la Pubbliservizi è stato rinnovato rinnovato a fine dicembre, per un totale di 9 milioni di euro l’anno, mentre il costo precedente dell’appalto era di 11 milioni. Insomma c’è un calo del budget. L’azienda spera che sia approvato dalle autorità l’accordo per il Fondo di Integrazione Salariale, firmato il 27 Aprile, e di poter così coprire lo scarto di due milioni di euro nel budget. In base a questo accordo tutti i dipendenti verranno retribuiti al 15% in meno delle ore lavorate e gli amministrativi (che sono 54, un numero esorbitante rispetto al totale dei dipendenti) avranno la decurtazione del 26%. Queste decurtazioni le coprirà parzialmente l’Inps, corrispondendo ai dipendenti le retribuzioni ad esse corrispondenti. L’accordo per il Fondo di Integrazione Salariale non colpirà i part time dell’azienda, che hanno un orario di lavoro inferiore alle 36 ore settimanali (in pratica i pulizieri), ed avrà la durata 12 mesi. La speranza è che questo grande sacrificio possa contribuire a saldare il debito accumulato con i fornitori per la cifra di 8.000.000 di euro, per finanziare il sistema clientelare.

E dopo?

Dopo si procederà ad applicare l’accordo. Il verbale di accordo prevede l’eliminazione di numerosi privilegi, il recupero dei superminimi dati illegittimamente ad alcuni lavoratori, e di livelli indebitamente attribuiti.

Come mai il verbale prevede il recupero di queste somme e i livelli?

La Pubbliservizi è stata sempre considerata dal mondo politico come se fosse un serbatoio di voti. Negli anni, vari amministratori messi lì da esponenti del mondo politico hanno dispensato aumenti di livello senza titoli e rimansionamenti totalmente discrezionali. Ad esempio, chi era un custode fino a poco prima, con una qualifica contrattuale di secondo livello, diventava responsabile dell’ufficio del personale con mansioni di sento livello e la conseguenza per i bilanci dell’azienda era un aumento diffuso del costo del lavoro

E quindi la pubbliservizi è andata in crisi?

Sì: ci sono stati tolti i buoni pasto, le divise, i contributi sindacali dovuti ai sindacati non sono stati versati dall’azienda anche se sono stati trattenuti dalle buste paga dei lavoratori, il tfr non è stato versato alle agenzie private a cui lo avevano destinato alcuni lavoratori. Ma c’è di peggio: le cessioni del quinto fatte dai dipendenti sulle proprie buste paga non venivano pagate alle finanziarie, con la conseguenza che arrivavano ai lavoratori ed alle lavoratrici pignoramenti da parte delle banche. Una lavoratrice che aveva fatto le pratiche per accendere un mutuo e versato la caparra per una casa ha perso la caparra perché, ha scoperto, aveva un pignoramento sul conto. A molti le mansioni acquisite nel rapporto di lavoro non sono state riconosciute, o non gli è stato riconosciuto l’adeguamento dei livelli contrattuali.

Come è stato scoperto il sistema pubbliservizi?

Le indagini sono state avviate nel 2016, con le indagini a carico di dieci dipendenti per vari capi d’accusa come il peculato e l’abuso d’ufficio. Clamoroso è stato l’arresto di Adolfo Maria Messina il 3 luglio 2017, che in passato era stato amministratore unico della Pubbliservizi. Con lui è stato arrestato Alfio Maria Trombetta, consulente dell’azienda, anche lui con l’accusa di avere pilotato gare d’appalto e di corruzione. Anche, tra gli altri, Raffaele Pedi è stato arrestato e pare facesse parte del sistema. Coordinatore di settimo livello, ma in origine custode, parrebbe abbia percepito superminimo di 1500 euro non previsto dal contratto dei servizi e multiservizi integrati. Un quadro, normalmente, con un contratto del genere che è molto risicato quanto a retribuzioni, prende 1800 euro lordi. Con questo sistema dei superminimi i quadri che magari chiudevano un occhio rispetto al sistema degli appalti potevano portare a casa stipendi considerevoli. Tutto questo sistema corruttivo non arricchiva solo chi ne faceva parte ma si trasformava certamente in pacchetti elettorali di voti che, alle scadenze elettorali, andavano a chi di dovere

L’inchiesta a che punto è adesso?

La prima sentenza, quella per Messina e Trombetta, è in dirittura d’arrivo e dovrebbe arrivare a Luglio, ma la sensazione è che molto debba ancora emergere e che numerose altre indagini la Procura non le abbia rese ancora pubbliche. Dentro la Pubbliservizi la situazione è paradossale con, ad esempio, un Branchina che è contemporaneamente indagato ed ha cominciato a collaborare con gli inquirenti e contemporaneamente è al lavoro nella stessa partecipata come Responsabile unico procedimenti della Pubbliservizi. Questo nonostante vi sia un altro capo d’accusa: l’assunzione lavoratrice di formazione giovani, un atto vietato dalla riforma Madia, tale Laura Badalà. All’epoca disse che la avrebbe pagata lui personalmente.

Che cosa dicono i sindacati di questa situazione?

I sindacati? Ma chi? (Anna a questo punto scoppia a ridere) Pedi era iscritto con la Uil, gli ultimi arrestati per avere usato auto aziendali per andare in vacanza e fare la spesa erano tesserati con Cgil, Uil, Ugl. C’è grande ambiguità. Ho visto attivarsi per fare pressioni e denunce solo la Fisascat Cisl, anche tramite i propri e le proprie rsa, che hanno fatto numerose denunce a mezzo stampa già prima che scoppiasse lo scandalo, sui criteri di assegnazione dei livelli.

Chi ci ha perso in questa situazione?

I lavoratori onesti che hanno sempre lavorato. Lo stesso meccanismo dell’accordo per il Fis penalizza tutti per le azioni di pochi e, agendo in percentuale sugli stipendi, colpisce maggiormente proprio chi ha stipendi ordinari perché non ha mai usufruito di promozioni che non meritava o di gratifiche e superminimi discutibili

Come vedi il futuro della pubbliservizi e dei suoi lavoratori-trici?

Mi auguro la piena applicazione del verbale, il recupero somme percepite da alcuni in maniera fraudolenta, l’assegnazione delle mansioni per titoli e competenze affinché l’azienda possa ripartire, se no riaccumuleremo nuovo debito e la crisi non si risolverà

Sportello di Autodifesa Precaria
C..s.a. Officina Rebelde

Il nostro sportello è sempre pronto a raccogliere le denunce di lavoratori-trici inerenti le proprie condizioni di lavoro e ad offrire consulenza legale gratuita. Contattateci pure presso la pagina fb: Autodifesa Precaria

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