Per contribuire concretamente alla lotta dei ribelli Zapatisti abbiamo deciso di vendere il caffè che viene prodotto dalle loro cooperative contadine.
La confezione è da 250 gr e la vendiamo a tre euro al pacco, in caso di acquisto diretto, potrete trovarlo alle nostre iniziative, nei punti di distribuizione (dove il prezzo potrebbe però lievitare) oppure prenotarlo tramite la nostra casella mail.
Il nostro caffè, se ci sentiamo disobbedienti
A.N.P.I. – Associazione Nazionale Partigiani d’Italia –
Sezione di CATANIA
Comitato Provinciale
anpicatania@yahoo.it
www.anpicatania.info Catania, 17 gennaio 2010
Comunicato stampa
Catania come Rosarno?
Abbiamo ancora tutti negli occhi le atroci e drammatiche scene, vergogna d’Europa, che si sono consumate a Rosarno poco meno di dieci giorni addietro. Migranti, a centinaia, terrorizzati. Prima sfruttati come schiavi, poi “mazziati” e violentemente cacciati.
A Catania, tragicamente, si stanno consolidando le stesse condizioni.
Molti dei migranti senegalesi che hanno cercato rifugio nella nostra città da tempo cercano di sopravvivere, miseramente, svolgendo lavoro ambulante al mercato della “fiera” di piazza C. Alberto e nelle aree di corso Sicilia.
Non vogliono delinquere copiando nella “marca liotru”. Non desiderano chiedere “ amichevole pizzo” o imporre violente estorsioni; quelle attività largamente praticate a Catania che strozzano tante attività commerciali. Non intendono spacciare quella droga tanto di moda tra i nostri concittadini.
Vogliono vivere di onesto lavoro, cercando di vendere le loro mercanzie. Esclusiva fonte per le loro minimali necessità di vita.
Eppure, da tempo, sono sottoposti quotidianamente a continue ispezioni, sequestri e abusi. Tutta la zona è diventata area di corrida. Alle prime avvisaglie scappano a decine, abbandonando a terra il loro “pane quotidiano”. In diversi, cercando di salvaguardare i loro strumenti di lavoro, sono stati arrestati.
Non possono più lavorare. Non possono più vivere. Sono terrorizzati. Si sentono uomini in gabbia, perennemente perseguitati.
Sono venuti, fuggendo a fame, guerre e disperazione, sperando, come recita la nostra Costituzione, di trovare accoglienza e solidarietà.
In concomitanza con il corteo del 22 dicembre “ Natale antirazzista”, promosso da diverse associazioni e strutture politiche e sociali cittadine, compreso l’ Associazione nazionale Partigiani d’Italia, una delegazione, incontrando il presidente del Consiglio comunale e un rappresentante della Prefettura, aveva richiesto la necessaria cessazione delle azioni che impediscono la loro sopravvivenza. La si è chiamata tregua. Giusto, come sollecitato, per individuare, concordare e rendere operativi gli strumenti che possono determinare la gestione del lavoro ambulante da parte dei migranti.
Nulla è avvenuto.
Nell’esprimere grande allarme e civile democratica preoccupazione, invitiamo le strutture istituzionali cittadine, tutte, ad agire con grandissima urgenza per revocare le azioni che provocano così grande dolore umano e proseguire nell’indirizzo del percorso proposto. Facciamo appello a tutte le forze catanesi che hanno a cuore i prioritari valori umani e i diritti di accoglienza e solidarietà democratici, fondanti della nostra Repubblica, a svolgere tutti gli interventi e le iniziative necessarie per contribuire a rettificare il clima di incubo che incombe sulla comunità dei senegalesi e dei migranti tutti.
Si tratta di uomini, in carne, ossa e sentimenti. Hanno lo stesso nostro sangue. Sono rifugiati. Prima che sia troppo tardi.