Per contribuire concretamente alla lotta dei ribelli Zapatisti abbiamo deciso di vendere il caffè che viene prodotto dalle loro cooperative contadine.
La confezione è da 250 gr e la vendiamo a tre euro al pacco, in caso di acquisto diretto, potrete trovarlo alle nostre iniziative, nei punti di distribuizione (dove il prezzo potrebbe però lievitare) oppure prenotarlo tramite la nostra casella mail.
Il nostro caffè, se ci sentiamo disobbedienti
DONNE E UOMINI MIGRANTI, LAVORATORI E STUDENTI,ITALIANI/E ANTIRAZZISTI/E!
LUNEDÌ 1° MARZO in Italia, in Francia, in Europa
Milioni di persone migranti vivono in Italia e in Europa. Cosa succede se un giorno decidono di fermarsi, di non andare al lavoro, a scuola, a comprare nei supermercati?
Una giornata di mobilitazioni per dire a tutti che:
— - immigrare non può essere un reato
— - i migranti non sono pericolosi parassiti o solo braccia da sfruttare nel lavoro
— - il permesso di soggiorno legato al lavoro rende precaria e sempre sotto ricatto la vita dei migranti
— - la discriminazione e la precarietà dei cittadini e lavoratori migranti rendono precari anche i diritti e la sicurezza dei cittadini e lavoratori italiani
— - la differenziazione etnica dei salari innesca fratricide guerre fra poveri
— - le donne e gli uomini immigrati, i figli dei migranti, nati o cresciuti in questa terra, sono i nuovi
cittadini, sono lavoratori e lavoratrici, sono alunni e studenti. Sono parte dell’Italia di oggi.
TUTTI/E INSIEME, MIGRANTI E ITALIANI/E VOGLIAMO DIRE NO ALLE LEGGI RAZZISTE , AI LICENZIAMENTI E AGLI SFRATTI, ALLA PRECARIETÀ’, ALLA PERDITA DEL PERMESSO DI SOGGIORNO, ALLE ESPULSIONI, AI CENTRI DI DETENZIONE (CIE),
PER uguale salario ad uguale lavoro, dare il permesso di soggiorno a chi denuncia chi sfrutta il lavoro in nero, il rispetto dei tempi di legge per il rinnovo dei permessi di soggiorno
Mai più clandestini, ma cittadini!
LUNEDÌ 1° MARZO
— -ore 6 partenza del pulmino della Carovana dei diritti da Cassibile, via Nazionale di
fronte scuola elementare
— -ore 9 corteo cittadino a Siracusa, indetto dal locale comitato 1° marzo, partenza Campo
Scuola Di Natale
---ore 17 perfomance ed animazione in piazza Stesicoro (Catania)
— -ore 18,30 presidio in via Etnea e delegazione in Prefettura
— -ore 20,30 Incontro interetnico in via Capuana 14 (c/o chiesa battista) con cibi,
musica,video
Coordinamento catanese per un 1° marzo migrante promosso da: Rete antirazzista, Collettivo scienze politiche, Officina Rebelde, Prc, Cobas, Open Mind, Arci, Cpo Experia, Rdb, GAPA, Ass. Lavori in corso, PdCI,Gas Tapallara, U cuntu, Co.P.E, Comunità eritrea ,Cooperativa La senegalese, Federazione delle associazioni Mauriziane Italiane
Perché il 1° marzo partiamo da Cassibile?
Dopo la terribile esperienza di pulizia etnica a Rosarno c’è il concreto pericolo, oltre alla lucida volontà di chi ci governa, che questa possa ripetersi in altre realtà agricole meridionali. Da decenni migliaia di migranti (rifugiati, richiedenti asilo, licenziati dalle fabbriche del Nord, con permesso di soggiorno in attesa di rinnovo ed una minoranza non in regola con il permesso di soggiorno) vengono sfruttati in condizioni neoschiaviste nelle campagna catanesi e siracusane, dove in passato si sono condotte eroiche lotte bracciantili contro il caporalato e le gabbie salariali ( il 2 dicembre ’68 furono uccisi durante le proteste Angelo Sigona di Cassibile e Giuseppe Scibilia di Avola). Da molti anni durante la stagione di raccolta delle patate (aprile/giugno) numerose centinaia di migranti tentano di guadagnarsi onestamente da vivere vendendo le proprie braccia per poche decine di euro ai nuovi caporali, che agiscono quasi sempre indisturbati grazie alla sostanziale latitanza delle istituzioni. Quando s’interviene si colpiscono soprattutto le vittime del lavoro nero, mentre ogni anno è sempre peggio per l’accoglienza dei migranti, di solito un’esigua parte di regolari ( per avere un posto in tenda, non certo per verificare se l’assunzione sia avvenuta nel rispetto delle leggi). Per tutto ciò sosteniamo la richiesta, lanciata dai migranti cacciati da Rosarno ed attualmente accolti a Roma, di estendere la concessione del permesso di soggiorno non solo agli 11 feriti accertati ( bisogna farsi sparare per ottenere temporaneamente un barlume di giustizia), ma a tutti coloro che denunciano gli sfruttatori del lavoro in nero. Alcune decine di migranti, anch’essi cacciati da Rosario, sono già arrivati anche nelle nostre zone.
Quando si sgomberano con la violenza luoghi di solidale socialità come il Laboratorio Zeta a Palermo ed il Centro popolare Experia, quando si decapita la preziosa esperienza d’accoglienza dei migranti della parrocchia di Boscominniti e si arresta padre Carlo D’Antoni, è evidente la sadica volontà di considerare la immigrazione solo come un problema d’ordine pubblico. In Italia Catania è seconda solo a Napoli nell’indice di penetrazione mafiosa con il 52,4% (rapporto Eurispes 2010), ma secondo gli amministratori locali (responsabili di oltre un miliardo di euro di deficit) ed i lungimiranti tutori dell’ordine è prioritario mettere in stato d’assedio corso Sicilia per perseguire non tanto pericolose bande di spacciatori o di estortori, ma un centinaio di venditori ambulanti, in maggior parte senegalesi, che vendono vestiario e vari prodotti, di cui alcuni con il marchio contraffatto; inoltre criminalizzando gli irregolari, anziché costruire percorsi di emersione dal lavoro nero, li si spinge nelle mani dei fiorenti poteri criminali. Nessuno vuole giustificare il business dietro questo settore (Gomorra lo documenta efficacemente), ma ci sembra evidente che bisognerebbe risalire alle cause ed individuare a monte la produzione dei marchi contraffatti, ma così si colpirebbero gli interessi della ricca criminalità locale, che ricicla i suoi profitti in tante attività formalmente “regolari”.
Se è vero che gli effetti devastanti di questa crisi colpiscono tutti i lavoratori, è anche vero che i cittadini migranti risultano i più penalizzati, perché oltre a perdere il lavoro, perdono anche il permesso di soggiorno.Il governo Berlusconi ha stabilito che l’ unica emergenza in Italia riguarderebbe la sicurezza. Innescare fratricide “guerre fra poveri” ed alimentare il razzismo può favorire qualche successo elettorale, ma non potrà capovolgere la dura realtà di un padronato che attacca i diritti di tutti i lavoratori e smantella l’apparato produttivo, e di un arrogante sistema di potere, che, mentre taglia sempre più le spese sociali,aumenta solo quelle militari e sta dilapidando ingenti risorse pubbliche per militarizzare l’intera società. Di fronte alla brutalità del razzismo ed alla durezza della crisi sta crescendo la consapevolezza che dobbiamo autorganizzarci e costruire una piattaforma di lotta affinché i nostri diritti non siano negati. Per opporci a tutto ciò, dietro l’esempio dei sans papiers francesi, sta crescendo in tutta Europa ed anche in Sicilia la mobilitazione per il 1° marzo “un giorno senza di noi”
La storia siciliana ce l’ha insegnato, emigrare non è reato !
Coordinamento catanese per un 1° marzo migrante
promosso da: Rete antirazzista, Collettivo scienze politiche, Officina Rebelde, Prc, Cobas, Open Mind, Arci, Cpo Experia, Rdb, GAPA, Ass. Lavori in corso, PdCI,Gas Tapallara, U cuntu, Co.P.E,adif la bottega dell’arte, Comunità eritrea ,Cooperativa La senegalese, Federazione delle associazioni Mauriziane Italiane
www.primomarzo2010.it