officina rebelde
 HOME  |   Chi siamo  |   Iniziative  |   Caffè e derivati  |   Mostre  |   Video  |   Foto  |   Forum  |   Link
Ultimo aggiornamento: mercoledì 26 novembre 2014
Chi siamo
GLI AMORI AI TEMPI DEL CO.CO.CO.LERA

L’epidemia della precarietà, la sopravvivenza delle emozioni a dispetto di essa, una rubrica anomala, proposta dal gruppo più improvvisato dell’estrema sinistra, per raccogliere le esperienze che altrove non sono nulla: nè politica, nè letteratura. Sdolcinatamente No Global, consideriamo che abbiamo diritto al superfluo e ci avvaliamo dell’inesperienza dei nostri collaboratori per raccontarci, raccontarvi, nelle Vostre/Nostre emozioni precarie.
Nonostante il colera, nonostante tutto.

Amori ai tempi del Co.co.co.lera

Iniziative

CATANIA: APRE LO SPORTELLO DI AUTODIFESA PRECARIA
UN INIZIATIVA CONGIUNTA DEL FORUM ACQUA, DEL MOVIMENTO STUDENTESCO, DELLA RETE CATANESE 15 OTTOBRE, DI OFFICINA REBELDE CATANIA

Lavoro Precario: la legislazione Italiana sul lavoro è una vera selva ed è difficile orientarsi coi problemi posti dai diritti che sarebbero dovuti con chi lavora in situazioni border line come quelle dei contratti co.co.pro ed interinali o con chi lavora in nero;

Locazione: anche in tale settore c’è il problema dei contratti in nero, con il rischio concreto per chi occupa una casa o un posto letto di vedersi sfrattato da un giorno all’altro;

Servizio Idrico: un bene pubblico, l’acqua, che si paga salato. Spesso i gestori addebitano sulla bolletta tariffe non dovute, approfittando della disinformazione del cittadino;

Sostare: l’illegalità delle strisce blu, poste anche in zone dalle quali dovrebbero essere totalmente escluse.

VENITE A TROVARCI OGNI VENERDì, DALLE 17:00 ALLE 19:00, PRESSO LA SEDE DI OFFICINA REBELDE CATANIA, IN VIA COPPOLA N.6

PER INFO: officina.rebelde@yahoo.it

Qui il link all’articolo completo

Caffè e derivati

Per contribuire concretamente alla lotta dei ribelli Zapatisti abbiamo deciso di vendere il caffè che viene prodotto dalle loro cooperative contadine.

La confezione è da 250 gr e la vendiamo a tre euro al pacco, in caso di acquisto diretto, potrete trovarlo alle nostre iniziative, nei punti di distribuizione (dove il prezzo potrebbe però lievitare) oppure prenotarlo tramite la nostra casella mail.

Il nostro caffè, se ci sentiamo disobbedienti

Dossier sul Caffè Zapatista

Home > Iniziative > S. O. S. CASSIBILE

martedì 10 aprile 2012


S. O. S. CASSIBILE

S. O. S. CASSIBILE

Ormai da settimane numerose decine di migranti sono arrivati a Cassibile per la raccolta delle patate; nei prossimi giorni ne arriveranno, come ogni anno, diverse centinaia. Per "accoglierli" é in allestimento una tendopoli, gestita ancora una volta dalla CRI, che potrà ospitare da 120 a 150 migranti; anche quest’anno sarà costruita proprio a ridosso dell’uscita dell’autostrada, spianando un’area e tagliando alberi. Per raggiungere Cassibile i migranti dovranno attraversare 2 svincoli dell’autostrada e percorrere oltre un km con grave rischio, soprattutto la sera, per la loro incolumità; l’importante è che si facciano super sfruttare lavorando in silenzio e si rendano poco visibili in paese. La stragrande maggioranza dei migranti, che non troverà posto nella tendopoli, sarà costretta ad arrangiarsi a dormire in casolari diroccati, senza acqua e luce, nutrendosi soprattutto di patate.

Da anni si aspettano le ultime settimane per provvedere ad un’accoglienza, sempre d’emergenza e solo per un centinaio di migranti “regolari”; una regolarità pretesa per offrire loro un posto letto, ma ignorata quando si tratta delle garanzie contrattuali e delle tutele sindacali. E’ drammatico che ciò si ripeta ogni anno in una terra dove 44 anni fa ci furono eroiche lotte bracciantili che riuscirono a debellare a livello nazionale le piaghe delle gabbie salariali e del caporalato. La stragrande maggioranza dei migranti venuti a Cassibile sono in regola con il permesso di soggiorno: vi sono rifugiati, in attesa di rinnovo, da poco licenziati, richiedenti asilo; ma non potendo lavorare nel rispetto delle norme contrattuali sono spinti verso il lavoro irregolare con il rischio di perdere il permesso di soggiorno, grazie a vergognose leggi razziali come la Bossi-Fini ed il “pacchetto sicurezza”.

Da una decina di giorni si susseguono i controlli notturni da parte della locale stazione dei carabinieri e queste retate a volte si concludono con violenze ai danni dei migranti e la contestazione di “invasione di terreni o edifici e danneggiamento”; certo lo stato deve dimostrare la sua forza con i deboli, peccato che sia quasi sempre debole con i forti.

— -Perché non si controlla a monte chi compie il reato di caporalato?

— -Perché non si applica la direttiva europea (n.52 del 18/6/’09 ),che concede il permesso di soggiorno a chi denuncia chi sfrutta il lavoro nero?

— -Perché ci si accanisce con chi non ha il permesso di soggiorno. criminalizzandolo, quando invece ci sono tante ditte che evadono i contributi ed ingrassano i caporali?

— -Perché non si individuano e perseguano le ditte che commercializzano le patate provenienti da Francia, Egitto, Israele (conservate grazie all’illegale uso di antigermogli e di prodotti secca tutto), spacciandole per prodotti locali?

Il principio di “Uguale salario per uguale lavoro” o diventa la bussola dell’associazionismo antirazzista e del sindacalismo conflittuale o la differenziazione etnica dei salari (quest’anno oscillano da 30 a 40 euro al giorno) può innescare fratricide guerre fra poveri, contrapponendo lavoratori italiani ai migranti, e fra gli stessi migranti di diverse nazionalità, soprattutto in presenza dell’attuale devastante crisi economica; l’esemplare esperienza dell’estate scorsa a Nardò ha dimostrato che i migranti riescono ad autorganizzarsi ed a lottare per i propri diritti nelle campagne, anche grazie al sostegno dell’associazionismo antirazzista. Aderiamo alla campagna “Ingaggiami contro il lavoro nero”, promossa l’anno scorso dalle brigate di solidarietà attive proprio a Nardò, sostenendo la promozione di un presidio di tutela dei diritti dei migranti e rilanciamo l’appello ai GAS (Gruppi di Acquisto Solidale), ai GAP ed alle esperienze di consumo critico a sostenere la campagna di acquisto delle patate socialmente eque, prodotte dalle ditte che rispettano le norme contrattuali.

Ct 9/4/2012 Rete Antirazzista Catanese via Caltanissetta 4

info:alfteresa@libero.it-3803266160

Questo articolo è stato visto volte.